Cincotto Adriano
Restauro Conservativo
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Intervento di restauro conservativo della facciata prospicente il rio dei
SS. Apostoli e parte di rio S.Caterina del Convento dei Gesuiti ex Caserma
Manin a Venezia.
  




L'intervento prevedeva il recupero dell'intonaco a marmorino deterioratosi nel tempo ed il ripristino delle parti mancanti con materiali e tecniche conservative.


Foto n.1

Complesso detto ex Caserma Manin o Convento dei Crociferi

 


Come prima fase, sono state individuate le aree di intonaco recuperabili mediante criteri concordati in precedenza con la D.L. ed i tecnici della Soprintendenza, quindi è stata redatta una mappatura grafica delle aree decoese dal supporto murario.

E' stato mantenuto circa 85% dell'intonaco originale esistente e si proceduto all'abbattimento delle parti dello stesso non più recuperabili e dei rappezzi di malta cementizia con metodo non traumatico, mediante tagli a spessore con una lama diamantata, separando le parti marce di intonaco da quelle sane, anche se distaccate, per una fase successiva di consolidamento delle stesse.

Foto2 e 3 
Intonaco distaccatosi dal supporto murario


Foto 4
Mattoni mancanti da sostituire



Foto 5
Area di intonaco infestata da colonie di licheni


Si è intervenuti, subito dopo, alla stesura di un biocida - vedi scheda tecnica - per lo sterminio dei licheni che in alcune zone infestavano sia l'intonaco a coccio pesto che quello a marmorino, fino al supporto murario nelle zone prive d'intonaco.

La rimozione dei licheni è avvenuta con l'ausilio di spazzole morbide in setole di saggina.

Nelle colonie più persistenti presenti nell'intonaco, sono stati applicati impacchi di polpa di carta imbevuti con una soluzione acquosa di un biocida al 3% di principio attivo - vedi scheda tecnica -

per trentasei ore.
 

Foto 6

Test di pulitura mediante una soluzione acquosa controllata, a base di un biocida e successiva brischinatura con setole morbide.


                                   

Impacchi di polpa di carta imbevuti da una soluzione acquosa con un biocida.

 



Sono stati sostituiti i mattoni deteriorati con altri fissati con malta di calce.

Si è proceduto quindi al consolidamento dei distaccamenti dell'intonaco in coccio pesto mediante iniezioni di calce aerea desalinizzata, polveri di marmo e cotto ventilate, con l'aggiunta di una bassa percentuale di resina acrilica in soluzione acquosa

Foto n. 9
 Sostituzione dei mattoni deterioratisi

Sono stati praticati dei piccoli tagli sulla chiazza di distaccamento. Procedendo dall'alto verso il basso è stata bagnata, tenendo conto dei ritmi d'asciugatura, la superficie muraria coincidente la chiazza di distaccamento. Una volta pulite e bagnate le superfici dell'intercapedine formata dal distaccamento, si è proceduto al suo riempimento usando gli stessi fori dal basso verso l'alto e stuccandoli successivamente in modo opportuno.

Foto n. 10 e 11 

Individuazione delle parti da consolidare e fori praticati per le iniezioni.


Foto n. 12 e 13 

Consolidamento delle parti di intonaco dal supporto murario

 



Le integrazioni delle lacune e delle aree mancanti sono state eseguite, per quanto riguarda l'intonaco di fondo, con un impasto a base di calce idrata desalinizzata e coccio pesto, nelle giuste proporzioni e granulometrie - vedi scheda tecnica -

Foto n. 14 e 15 

Integrazioni in coccio pesto


Per quanto concerne l'intonaco di finitura si è utilizzato calce di grassello naturale con polvere di pietra - vedi scheda tecnica -.

Foto n. 16 e 17 

Finitura dell'intonaco e della pietra

 


I manufatti lapidei hanno subito lo stesso trattamento per quanto riguarda la rimozione dei licheni. Si è quindi proceduto alla stuccatura dei conci in pietra d'Istria e delle varie fessurazioni della pietra previa rimozione delle vecchie stuccature con incollaggio con resina epossidica di parti distaccatesi.

 
Foto n. 20

Esempio di ripristino da riportarsi alla foto n. 4